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Semi di Ajwain Interi (semi di levistico)

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(3 recensioni)
Marca: ZenStore
Codice articolo: 0721
Prezzo consigliato: EUR 1,99
Disponibilità: solo 44
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I semi di ajwain sono una spezia molto aromatica utile da usare in cucina o come rimedio per alleviare gonfiore e acidità e favorire la digestione. Ricchi di timolo aiutano in caso di naso chiuso e sintomi influenzali.

Inci: Ajwain seeds
Origine: India
Allergeni: confezionato in uno stabilimento che produce frutta secca, sesamo, soia, senape, sedano e grano.
Costituenti chimici: timolo (50-60%), fibre, carboidrati, vitamina (soprattutto del gruppo B), minerali (soprattutto calcio e ferro), p-cimene, alpha pinene, limonene.
Nome famiglia: Apiaceae

Sapore: pungente, amarognolo, fresco
Odore: fresco, balsamico, simile al timo
Colore: verde oliva con striature


Conservazione: conservare in un luogo asciutto e fresco, o trasferire in un contenitore di vetro con chiusura ermetica

Utilizzo in breve: usare interi o macinati per insaporire ogni tipo di pietanza o preparare infusi contro indigestione, gonfiore, sintomi influenzali e costipazione

Proprietà in breve: carminative, antispasmodiche, digestive, espettoranti, antimicrobiche

Controindicazioni in breve: non eccedere con il consumo per evitare effetti collaterali. Prima dell’assunzione consultare un medico in caso di patologie a carico del fegato o forte acidità di stomaco.

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I semi di Ajwain, più comunemente conosciuti in Italia come Erba del Vescovo, sono una delle spezie più utilizzante nella cucina tradizionale indiana soprattutto del sud, dove vengono impiegati principalmente come insaporitore per piatti e bevande, insieme ad altre spezie.
Sono infatti inclusi in molte miscele di masala, usate per dare un tocco speziato alle preparazioni tradizionali, come riso, zuppe, salse, pane e legumi e per la realizzazione di bevande e tè.
Questi piccoli semini hanno un caratteristico colore verde oliva e sono molto simili nell’aspetto ai semi di cumino anche se presentano un gusto più pungente ed amarognolo e un odore che ricorda quello del timo e dell’origano.
I piccoli semi, che in botanica sono considerati in realtà dei frutti, sono ricavati dalla pianta Trachyspermum Ammi (o Carum ajowan) che appartiene alla famiglia delle Apiaceae di cui fanno parte anche il finocchio, l’anice, il cumino ed il coriandolo; ciò che accomuna tutte queste specie è la loro caratteristica azione carminativa e digestiva, che li rende ideali per la preparazione di rimedi naturali contro la cattiva digestione ed il gonfiore addominale.
Non è raro infatti, che in molte case dell’India del sud si trovi sempre una bottiglia pronta di acqua di jawain, ottenuta dall’infusione dei semi, che viene somministrata ai bambini per favorire la loro digestione,soprattutto dopo un pasto abbondante.
In realtà i semi di ajwain hanno anche moltissimi altri benefici, la maggior parte dei quali sono ascritti principalmente al contenuto di timolo, un olio essenziale che oltre a conferire il caratteristico odore balsamico simile al timo, possiede proprietà antimicrobiche, antisettiche ed espettoranti.
I semi di ajwain contengono un prezioso olio essenziale costituito per circa il 50-60% da timolo; sono inoltre una buona fonte di vitamine (soprattutto del gruppo B) e Sali minerali, soprattutto calcio e ferro; per queste caratteristiche vengono impiegati non solo come spezia ma anche per rinforzare il sistema immunitario, trattare l’influenza e la congestione nasale, contrastare l’acidità ed alleviare la costipazione.

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La composizione chimica dei semi di ajwain, li rende un efficace rimedio per una serie di disturbi che riguardano principalmente l’apparato digerente e respiratorio; promuovono inoltre la salute del fegato e, come altre erbe della famiglia delle Apiaceae, sono degli ottimi disintossicanti.
Per secoli sono stati utilizzati nella medicina ayurvedica per il trattamento di coliche, dispepsia, flatulenza, mal di stomaco, spasmi intestinali, calcoli renali e persino colera, oggi vengono impiegati per la preparazione di rimedi casalinghi efficaci contro una serie di disturbi come:

Indigestione e gonfiore: anche se le cause del gonfiore e della cattiva digestione possono essere molteplici, in caso di pasti abbondanti o meteorismo, il consumo di semi di ajwain soprattutto sotto forma di bevanda, può essere un valido aiuto per alleviare tali disturbi in modo naturale. Nei tradizionali rimedi della medicina indiana, si consiglia di assumere i semi insieme al sale nero, in modo da poterne accrescere le proprietà carminative. Una manciata di semi aggiunti alle pietanze può comunque limitarne gli effetti gonfianti, soprattutto quando si consumano i legumi. Il timolo presente nei semi aiuta a rilasciare succhi gastrici, accelerando così il processo digestivo; per questo anche masticare una piccola manciata di semi dopo i pasti, in modo che questi rilascino il prezioso olio essenziale, può aiutare a digerire meglio ed alleviare la pesantezza.

Influenza e raffreddore la presenza di timolo, conferisce ai semi di ajwain proprietà espettoranti, antinfiammatorie ed antibatteriche, che lo rendono utile per il trattamento degli stati influenzali, associati a naso chiuso, mal di gola e tosse. Sotto forma di inalazioni o di infuso caldo, può aiutare a sciogliere il muco, liberando le cavità nasali in modo da poter respirare meglio. Si tratta per cui di un ottimo rimedio a cui ricorrere soprattutto nei mesi invernali, anche in caso di tosse, asma, faringite o bronchite.

Mal di orecchi: le proprietà antisettiche e decongestionanti dei semi, possono essere sfruttate anche in caso di congestione del condotto uditivo o mal di orecchie; un antico rimedio prevede di far bollire mezzo cucchiaino di semi in un cucchiaio di latte, si fa raffreddare e poi si filtra. Versare quindi qualche goccia di liquido ottenuto direttamente nell’orecchio.

In gravidanza: seppur non ci sono studi scientifici in merito, l’assunzione di infusi a base di semi di ajwain può essere utile alle donne in dolce attesa, che spesso sono soggette a costipazione e gonfiore addominale. L’acqua di ajwain viene infatti abitualmente consumata in gravidanza dalle donne indiane in quanto si ritiene che oltre a facilitare la digestione, possa anche ripulire l’utero. Un consumo eccessivo è comunque sconsigliato in gravidanza.

I semi di ajwain vengono utilizzati anche per alleviare la costipazione, il mal di denti (si trovano infatti nella maggior parte dei dentifrici ayurvedici), i dolori dovuti all’artrite e l’emicrania, e sono inoltre considerati come dei potenti afrodisiaci.

In cucina
I semi di ajwain vengono largamente usati nella cucina indiana, sia da soli che nelle miscele di spezie, sia per dare alle pietanze un sapore più deciso e fresco, sia per prevenire i gonfiori e la flatulenza che possono insorgere attraverso il consumo di alcuni legumi; essi infatti vengono spesso inseriti nelle preparazioni a base di lenticchie, soia, fagioli o ceci sia interi che in farina, proprio per evitare il classico gonfiore addominale prodotto da questi alimenti e per renderli più digeribili.

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Questi piccoli semini possono essere impiegati sia interi che macinati per insaporire un vasta gamma di cibi come arrosti, riso, salse, zuppe, verdure, conserve sott’olio e sott’aceto, snack, pane e prodotti da forno sia dolci che salati, impasti di burger e polpette fatti in casa. Tritati finemente insieme ad altre spezie a scelta, possono essere usati per realizzare dei mix personalizzati da aggiungere a cibi o bevande.
Nella cucina indiana non vengono quasi mai usati freschi, per via del gusto pungente e amaro, ma vengono consumati essiccati, tostati oppure fritti in olio. Per rendere i piatti più digeribili ed evitare i gonfiori addominali basta usare nelle preparazioni a base di legumi 1 cucchiaino di semi ogni due tazze di legumi o di farina di legumi, mentre nella preparazione del pane basta 1 cucchiaino di semi ogni 4 tazze di farina.

Rimedi a base di semi di ajwain

Acqua di ajwain: l’acqua di ajwain, molto popolare in India, è sicuramente il modo migliore per beneficiare delle proprietà di questi semi; per prepararla basta immergere 2 cucchiaini di semi leggermente tostati in una tazza di acqua e lasciarli a riposo per tutta la notte. La mattina successiva basta mescolare bene l’acqua e filtrarla, bevendola a stomaco vuoto. In alternativa si possono portare i semi ad ebollizione, filtrare e fare raffreddare bene la bevanda prima di consumarla.

Indigestione e gonfiore: con i semi di ajwain, uniti ad altre spezie, si può realizzare una miscela in polvere, da usare per la preparazione di bevande carminative e digestive. Basta frullare 4 cucchiaini di zenzero in polvere con 4 cucchiaini di semi di ajwain, aggiungere un pizzico di sale nero e conservare la polvere ottenuta in un contenitore. Usare un cucchiaino di questa miscela in 250 ml di acqua calda e bere giornalmente in caso di gonfiore, meteorismo o cattiva digestione.

Congestione nasale e raffreddore: per liberare il naso chiuso basta far bollire per 3 minuti, 250 ml di acqua, un cucchiaino di semi di ajwain leggermente schiacciati e un pizzico di curcuma in polvere. Inalare i vapori per qualche minuto, in modo da sciogliere la congestione. Aggiungendo un cucchiaino di miele, il composto può essere anche bevuto prima di andare a dormire, per favorire un buon riposo.

Mal di gola, raucedine, faringite: in questi casi si prepara un infuso con acqua calda a cui aggiungere semi di ajwain e sale, da utilizzare per fare gargarismi più volte al giorno.

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L’assunzione moderata di semi di ajwain è considerata sicura. Il consumo eccessivo può causare al contrario diversi disturbi come acidità e bruciore di stomaco, ulcere, nausea o vertigini. I semi di ajwain potrebbero rallentare la coagulazione del sangue, per questo la sua assunzione è sconsigliata prima e dopo un intervento chirurgico, inoltre i soggetti affetti da malattie epatiche dovrebbero consultare un medico prima del consumo.

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La pianta di Trachyspermum Ammi, conosciuta comunemente come Carum ajowan, carambola o erba del vescovo, è una pianta ombrellifera annuale probabilmente originaria dell’Egitto anche se largamente coltivata ed usata nel subcontinente indiano, in Iran, Pakistan ed Afghanistan. Predilige il clima tropicale ed è un tipo di pianta che si sviluppa molto rapidamente, diffondendosi a macchia d’olio in ogni tipo di terreno; può essere coltivata anche in giardino o nell’orto, come pianta aromatica al pari di timo, basilico e prezzemolo.
Le foglie, dal colore verde vivido, emanano un caratteristico odore aromatico simile al timo e sono del tutto commestibili; possono infatti essere usate come condimento in zuppe o insalate, nelle pastelle per le fritture o per la preparazione di succhi di frutta o verdura.
I frutti, ovvero i semi, vengono spesso raccolti quando non sono ancora del tutto maturi e presentano un sapore molto pungente; da essi, e dall’intera pianta si ricava un olio essenziale molto usato nella medicina ayurvedica in virtù della sua alta concentrazione di timolo.

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