Quercia Corteccia - Decotto
Corteccia di Quercus robur essiccata e tritata, destinata alla preparazione di decotti e apprezzata per le sue proprietà astringenti.
Costituenti chimici: Tannini ed ellagitannini catechine, procianidine, acido gallico, pectine, resine.
Nome famiglia: Fagaceae
Conservazione: Conservare in un luogo al fresco e lontano da fonti di calore, nella confezione ben chiusa per non disperdere le proprietà organolettiche.
Utilizzo in breve: Preparare un decotto da assumere come bevanda oppure usare per impacchi, lavaggi o gargarismi.
Proprietà in breve: Astringente, grazie all’elevato contenuto di tannini; apprezzata nelle preparazioni cosmetiche per la cute grassa e il cuoio capelluto con forfora.
Controindicazioni in breve: un consumo eccessivo può provocare disturbi digestivi, infiammazioni gastrointestinali, nausea e vomito. Non usare in gravidanza o allattamento e nei bambini al di sotto dei 3 anni. Non applicare su ferite aperte e gravi lesioni.
La corteccia di quercia è un preparato ricavato dalla corteccia di Quercus robur, fatta essiccare e poi macinata in polvere o tritata grossolanamente. È destinata alla preparazione di decotti, da utilizzare come bevanda o, per uso esterno, sotto forma di gargarismi, risciacqui, bagni e impacchi. Le proprietà astringenti ne accompagnano l’impiego cosmetico sulla pelle e sul cuoio capelluto.
Le proprietà ascritte alla corteccia di quercia sono determinate principalmente dall’elevato contenuto di tannini (gallotannini ed ellagitannini), sostanze organiche, dal tipico sapore amaro ed astringente, presenti della corteccia di molte piante.
I tannini, oltre a vantare spiccate proprietà astringenti, disinfettanti (su tagli e ferite) ed antinfiammatorie, contribuiscono alla coagulazione del sangue, favoriscono la normalizzazione dei livelli pressori e si sono dimostrati molto efficaci nel trattamento della diarrea acuta.
La corteccia di quercia contiene fino al 20% di tannini e per questa sua peculiarità è ampiamente utilizzata in campo fitoterapico sotto forma di decotto per il trattamento di diversi disturbi come:
- Diarrea acuta
- Stati febbrili
- Infezioni della bocca
- Gengive sanguinanti
- Tosse, raffreddore e bronchite
- Faringite e mal di gola
- Perdita di appetito
- Disturbi della digestione
- Dolore ed infiammazione
- Artrite e contusioni
Le proprietà curative della quercia e più in particolare della sua corteccia, si possono così riassumere:
Astringenti: la presenza di tannini nella corteccia di quercia, la rende un ottimo preparato dalle proprietà astringenti soprattutto sull’apparato gastrointestinale ma anche sulle mucose e sulla cute. Sotto forma di infuso o decotto, la corteccia di quercia combatte le infiammazioni intestinali e dona sollievo in caso di diarrea acuta improvvisa, dovuta ad esempio dall’abuso di cibo o alcool.
Antinfiammatorie: Decotti o infusi a base di corteccia di quercia sono utili rimedi fitoterapici contro le infiammazioni croniche dell’intestino, dell’area anale e genitale, degli occhi o della pelle. Le proprietà antinfiammatorie agiscono anche sul benessere del cavo orale soprattutto in presenza di infiammazioni delle mucose della bocca, delle gengive o della faringe, per le quali viene consumata sotto forma di gargarismi. Sulla cute, l’azione sfiammante è benefica in presenza di eczemi, irritazioni di diversa natura, geloni di mani e piedi e lesioni da Herpes Zoster.
Antiemorragiche: preparati a base di corteccia di quercia favoriscono la coagulazione del sangue in presenza di emorragie interne ed esterne, tagli e ferite, sanguinamento uterino o delle gengive, sangue nelle feci, ipermenorrea, emorragie nasali. L’azione antiemorragica combinata alle capacità antinfiammatorie, rendono il decotto di corteccia di quercia un efficace rimedio naturale contro le emorroidi, da utilizzare sotto forma di bagno caldo o di impacchi.
Alla corteccia di quercia sono attribuite anche proprietà antielmintiche, dovute alla capacità di eliminare molti tipi di vermi ed elminti che possono infestare l’intestino e capacità analgesiche, utili nel trattamento di dolori reumatici, artriti, lombalgie e contratture.
Le capacità astringenti attribuite ai composti tannici, possono essere sfruttate anche nel trattamento di disturbi del cuoio capelluto come forfora e cute grassa oppure nella cura della sudorazione eccessiva di piedi ed ascelle. In entrambi i casi la corteccia di quercia va utilizzata come decotto, da applicare sotto forma di impacco sulle zone interessate o come bagno caldo.
I decotti a base di corteccia di quercia possono essere utilizzati sia per via interna, come bevanda, sia per applicazioni topiche, sotto forma di risciacqui, bagni, gargarismi o impacchi.
L’assunzione della corteccia di quercia nelle dosi consigliate dal proprio medico o erborista, non presenta effetti collaterali rilevanti. Infusi che contengono un’alta concentrazione di quercia, possono provocare disturbi allo stomaco, sotto forma di problemi digestivi, nausea e vomito e vanno evitati in presenza di infiammazioni renali o ingrossamento del fegato.
In via precauzionale se ne sconsiglia l’assunzione alle donne in gravidanza o in fase di allattamento, in quanto non ci sono sufficienti studi che ne attestino la sicurezza; non somministrare nei bambini al di sotto dei tre anni di età o nei soggetti con patologie cardiache.
Per uso topico, il decotto di corteccia di quercia non va utilizzato in presenza di gravi ustioni e ferite aperte o su zone gravemente irritate.
La presenza di composti tannici, può inoltre causare reazioni allergiche nei soggetti con intollerabilità accertata verso alcuni componenti dei fitocomplessi della pianta.
Per quanto riguarda l’interazione con i farmaci, la corteccia di quercia può ridurre l’assorbimento degli alcaloidi e di alcune sostanze basiche; i tannini precipitano i sali di ferro.
Sin dall’antichità, la quercia è sempre stata considerata come simbolo di forza, vita eterna e fertilità e molti sono i miti legati a questo imponente albero, che i Greci e i Celti consideravano l’albero degli alberi.
Tra tutti gli alberi, la quercia sin dai tempi della preistoria era la più venerata e considerata la pianta sacra per eccellenza; i Greci la dedicarono a Zeus, per i Romani era l’albero di Giove e per le tribù nordiche l’albero di Thor, dio del tuono e del fulmine. Gli ebrei celebravano i loro riti religiosi proprio sotto un imponente albero di quercia, mentre nel medioevo essere erano utilizzate per marcare i confini territoriali; in Inghilterra un albero di quercia veniva piantato durante l’incoronazione del re, come buon auspicio e lunga vita del regno.
In campo medicinale, la quercia è stata a lungo usata per le sue proprietà astringenti e molti medici la prescrivevano nel trattamento di piaghe ed ulcere, dissenteria e gonfiori di varia natura.
Qualche curiosità:
- Nella lingua celtica, il termine Quercus significa “albero bello”, mentre robur deriva dal latino e si traduce come “forza”;
- Nell’antica Roma, ghirlande composte da foglie di quercia, venivano conferite ai cittadini più valorosi o ai soldati che in battaglia avevano salvato la vita ad un commilitone;
- Le ghiande di quercia, oltre a rappresentare un frutto gustoso per alcuni animali come i maiali, in passato venivano utilizzate come surrogato del caffè, soprattutto nei tempi di guerra.
La Quercus Robur, appartenente alla famiglia delle Fagaceae, è un imponente arbusto, molto longevo, che può raggiungere un’altezza massima di circa 30 metri. Si presenta con rami molto robusti ed un tronco piuttosto corto, rivestito da una corteccia di colore marrone-grigio, formata da fessure e piccole placche.
Le foglie, oblunghe o ovate, hanno lobi arrotondati e possono raggiungere una lunghezza di 15 cm; sono di colore verde scuro e nei periodi autunnali assumono una caratteristica tonalità giallo bruno.
I frutti sono delle ghiande dalla forma ovoidale, disposte singolarmente o in gruppi di 2-3 elementi su un peduncolo lungo e sottile.
Conosciuta anche come farnia, è principalmente diffusa nell’Europa centro meridionale e in quasi tutte le regioni d’Italia soprattutto nelle valli più umide e nei boschi con terreni profondi e fertili.
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Uno studio pubblicato nel 2004 su PubMed, PMID: 15109795, ha analizzato e confermato l’attività battericida e fungicida dell’estratto di corteccia di quercia in soluzione di metanolo all’80%; tale soluzione si è dimostrata efficace nel trattamento delle infezioni da Staphylococcus aureus, Enterobacter aerogenes e Candida albicans. Tuttavia ulteriori ricerche sono state ritenute necessarie per approfondire tale funzionalità.
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Uno studio pubblicato nel 2008 su PubMed, PMID:18927480 ha rilevato l’efficacia di un unguento a base di corteccia di quercia su una forma di infezione da Staphylococcus aureus resistente alla meticillina. Tale preparato, inoltre, applicato su ferite e ustioni ha migliorato la migrazione delle cellule epidermiche determinando una più veloce guarigione dalle ferite.
Quercia Corteccia
