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Tintura Madre di Arnica Montana - Antinfiammatorio - Dolori muscolari e articolari

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Marca: ZenStore
Codice articolo: 02229
Prezzo consigliato: EUR 7,59
Disponibilità: solo 74
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La tintura madre di arnica ha proprietà antinfiammatorie ed analgesiche, utile sui dolori muscolari e articolari. Applicata sui lividi accelera il riassorbimento ed è ottima anche per vene varicose e gambe gonfie o sulla pelle infiammata.

Inci: Arnica Montana flower, Ethanol, Water
Costituenti chimici: Elenalina, polifenoli, flavonoidi, lattoni sesquiterpenici, acido cinnamico, olio essenziale, terpeni, tannini, cumarine, poliacetileni, xantofille.
Nome famiglia: Asteraceae

Grado alcolico: 52°C
Parti della pianta utilizzate: fiori
Aspetto: liquido di colore giallo


Conservazione: conservare il flacone ben chiuso in un luogo fresco ed asciutto.

Utilizzo in breve: diluire in acqua o all’interno di gel e creme ed applicare sulla zona dolorante, utile anche per bendaggi ed impacchi contro dolori muscolo-scheletrici o infiammazioni

Proprietà in breve: antinfiammatorio naturale, antireumatico, antidolorifico, antiartritico; aiuta a riassorbire lividi e gonfiori, alleviare dolore e infiammazione muscolare e articolare o della pelle, favorisce la circolazione in caso di vene varicose o emorroidi

Controindicazioni in breve: usare solo esternamente, non ingerire. Non usare in gravidanza ed allattamento né su pelle lesa, ferite ed abrasioni.

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La tintura madre di arnica è una soluzione idroalcolica ottenuta dalla macerazione a freddo dei fiori di Arnica Montana in un solvente composto da acqua ed etanolo con rapporto 1:5.
I fiori utilizzati nella composizione, vengono prima selezionati accuratamente e poi lasciati macerare a freddo, quindi non sottoposti ad alte temperature che potrebbero dissolvere una parte dei principi attivi; si ottiene così una formulazione idroalcolica ad altissima concentrazione che racchiude tutti i benefici della pianta e dei suoi preziosi fiori.
Le infiorescenze dell’arnica sono infatti ricchissime di oli essenziali, triterpeni, lattoni, flavonoidi, tannini e polifenoli che conferiscono alla pianta numerosi benefici in campo fitoterapico, rivolti maggiormente al trattamento di dolori articolari, muscolari, strappi, nevralgie e traumi in virtù della sua efficace azione antinfiammatoria ed analgesica.
La tintura madre di arnica è un valido rimedio anche per la cura di ematomi di diversa entità, emorroidi, flebiti, fragilità capillare, edemi e vene varicose, in quanto agisce direttamente sulla circolazione, migliorandone la funzionalità ma risulta efficace anche come coadiuvante nel trattamento di affezioni della pelle sulla quale esercita una funzione antinfiammatoria.
Utilizzata per la composizione di gel, unguenti e creme, da massaggiare sulla parte interessata, si è dimostrata inoltre un ottimo aiuto anche per gli sportivi e per chi pratica sforzi fisici intensi, in quanto aiuta ad alleviare la stanchezza muscolare; può inoltre rappresentare un valido supporto in caso di contusioni, distorsioni, edemi e lividi causati da piccoli incidenti e per alleviare i dolori articolari e reumatici dovuti all’artrite.
È importante sottolineare che la tintura madre di arnica deve essere utilizzata solo esternamente e sempre diluita; l’assunzione interna risulta infatti altamente tossica e può essere somministrata solo da un medico qualificato.

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La tintura madre di arnica trova largo impiego in fitoterapia in virtù del suo concentrato di principi attivi dall’azione antidolorifica, antinfiammatoria, antiedematosa, antireumatica e vasoprotettrice.
Tali benefici sono ascritti principalmente all’alto contenuto di elenalina, presente nei fiori, ovvero un lattone sesquiterpenico con potenti capacità analgesiche ed antinfiammatorie, che si unisce all’azione battericida e fungicida della diidroelenalina.
In particolare la sua azione antinfiammatoria si è dimostrata utile sia per il trattamento di dolori muscolari ed articolari che per la cura di diverse affezioni cutanee come l’acne; le sue proprietà rubefacenti, ovvero in grado di stimolare la circolazione, permettono inoltre di assorbire le ecchimosi e per questo è utile in presenza di ematomi causati da traumi.

Nel dettaglio, la tintura madre di arnica può rappresentare un valido rimedio per:

Dolori muscolo-scheletrici: in virtù dell’ azione antinfiammatoria ed antidolorifica dell’elenalina e del fitocomplesso contenuto nei fiori, l’arnica rappresenta un valido rimedio in presenza di dolori muscolari ed articolari, distorsioni, fratture, stiramenti, tendiniti, cadute, contusioni, torcicollo, lombosciatalgia, nevralgie e dolori causati dall’artrite. Le sue proprietà antiedematose ed analgesiche la rendono anche un perfetto rimedio antireumatico, ottimo da utilizzare in caso di gonfiori post operatori o causati da contusioni, ma anche dolori alla cervicale, alle ginocchia e trattamento della sindrome del tunnel carpale. In tutti questi casi, si consigliano impacchi e bendaggi a base di tintura di arnica, da applicare sulla zona dolente attraverso garze sterili.

Pelle infiammata: la sua azione antinfiammatoria può essere sfruttata anche nel trattamento di alcune affezioni della pelle che riguardano piccole infiammazioni, acne, pustole gonfie e doloranti, psoriasi, punture di insetti ed irritazioni.

Ematomi: attraverso impacchi localizzati, l’arnica è un perfetto rimedio per facilitare il riassorbimento delle ecchimosi dovute a traumi o cadute; applicata sulla parte contusa va a stimolare il microcircolo favorendo una corretta circolazione. Questo meccanismo consente di accelerare la guarigione dei lividi ma anche a trattare contusioni, distorsioni e fratture.

Emorroidi, vene varicose, problemi di circolazione: applicazioni di TM di arnica sono utili in caso di emorroidi, varici, flebiti, gambe stanche e pesanti e in tutti quei problemi che possono insorgere a causa di una cattiva circolazione. L’arnica infatti stimola il microcircolo ed esercita anche un’azione iperemizzante, astringente ed antinfiammatoria; contribuisce inoltre a rinforzare le pareti dei vasi sanguigni, impedendone la rottura, e per questo che il suo utilizzo è consigliato anche in caso di fragilità capillare.

Altri impieghi: il preparato risulta utile anche contro le infiammazioni uro-genitali e della zona pelvica o come cicatrizzante per favorire la guarigione delle ferite.

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Come già ampiamente detto, la tintura madre di arnica NON va ingerita ma utilizzata sono esternamente e SEMPRE DILUITA in acqua o altra soluzione, prima di applicarla sulla pelle. Un eventuale uso interno deve essere somministrato SOLO da un medico competente, in quanto la pianta possiede un elevato tasso di tossicità. Per sfruttare al meglio la sua azione antidolorifica ed antinfiammatoria, si può usare la TM sotto forma di impacchi, bendaggi, frizioni e bagni, oppure come collutorio in caso di gola e mucose infiammate. Può inoltre essere un ottimo principio attivo da inserire nella preparazione di gel, pomate e creme dall’azione antireumatica ed analgesica.

Ecco qualche modo di uso:
Massaggio con TM di arnica: In caso di contusioni, dolori artritici o distorsioni si può preparare una miscela con 20 g di tintura madre di arnica, 50g di glicerina e 60 g di acqua sterile; mescolare il composto e frizionare sulla zona dolente massaggiando fino a completo assorbimento.
Strappi muscolari ed ematomi: preparare una soluzione acquosa mescolando 10 gocce di TM in due bicchieri di acqua; bagnare un panno di cotone con il liquido ottenuto e poggiare sulla parte interessata tenendolo in posa per 10-15 minuti; ripetere l’applicazione 2-3 volte al giorno. Questo rimedio è utile anche per stimolare la circolazione in caso di gambe gonfie.
Gargarismi: in caso di gola o gengive infiammate si possono effettuare dei gargarismi diluendo qualche goccia di TM in mezzo bicchiere di acqua ed usare il composto come un normale collutorio, evitando di ingerirlo. Acne e brufoli: per sfruttare le proprietà antinfiammatorie e cicatrizzanti sulla pelle acneica basta creare una sorta di pasta mescolando 2 cucchiaini di miele e 10 gocce di tintura madre di arnica. Applicare il composto sulla zona interessata (evitare in caso di pelle lesa) anche 2 volte al giorno.
Punture di insetto: preparare una miscela con acqua e 10 gocce di tintura madre ed applicare sulle punture di insetto per ridurre il prurito e l’infiammazione.
Piedi e gambe gonfie: oltre agli impacchi si possono praticare dei pediluvi contro le gambe ed i piedi gonfi, sciogliendo un cucchiaio di tintura madre in una bacinella di acqua in cui immergere i piedi. Dopo il trattamento si possono massaggiare gambe e piedi con l’oleolito di arnica, per trovare un immediato sollievo.

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La tintura madre di arnica agisce molto bene in sinergia con altri preparati dall’azione antinfiammatoria ed analgesica utili soprattutto in caso di dolori muscolari ed articolari; tra questi ci sono la boswellia e l’artiglio del diavolo.

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L’arnica è una pianta cardiotossica anche a bassi dosaggi e per tale ragione può essere utilizzata solo esternamente. L’assunzione interna di tintura madre o di preparati a base di arnica è altamente sconsigliata e può essere fatta solo sotto strette direttive del proprio medico curante.
Esternamente, la tintura madre di arnica non va applicata pura ma sempre diluita; non va inoltre usata sulla pelle lesa, abrasa e su ferite aperte ma sempre e solo sulla pelle perfettamente integra.
Prima dell’uso bisogna escludere la presenza di allergie ad uno o più componenti.

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L’utilizzo dell’arnica in campo fitoterapico risale al XIX secolo, quando la pianta veniva impiegata principalmente nel trattamento di commozioni cerebrali dovute a cadute o incidenti; per questa sua caratteristica si guadagnò l’appellativo di “erba delle cadute”, ancora oggi usato per descrivere la pianta. Il suo uso era molto diffuso in Piemonte, dove preparati a base di arnica, anche sotto forma di oli e preparazioni alcoliche, erano consigliati in caso di infiammazioni degli arti, ematomi e contusioni.
In alcune zone d’Italia, la pianta di arnica viene chiamata anche “tabacco di montagna”, in quanto in passato le popolazioni montane fumavano le foglie essiccate nelle pipe, ritendendole anche un valido rimedio per liberare le vie respiratorie.
Nelle popolazioni più povere era diffuso l’uso di decotti a base di fiori di arnica per curare le febbri intermittenti, non potendo utilizzare altre erbe più pregiate e costose come la corteccia di china; ecco perché la pianta di arnica in alcune zone era conosciuta anche come “china dei poveri”.

Curiosità:

  • La pianta è nota anche come “stranutina” in quanto il suo odore può risultare irritante per le vie respiratorie essendo molto intenso.
  • La pianta, così come i suoi estratti, sono velenosi e non possono essere ingeriti, a causa dell’arnicina presente. Il sapore è piuttosto amaro.

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L’Arnica montana è una pianta perenne che predilige climi molto freschi e per questo che si sviluppa spontaneamente nelle zone alpine e prealpine, nel centro Europa e sulla catena appenninica; per le sue peculiarità viene chiamata anche “erba delle cadute” o “tabacco di montagna”.
La pianta raggiunge un’altezza di circa 30-60 cm ed è caratterizzata da bellissimi fiori gialli/arancio molto vivace, simili a margherite; viene per questo coltivata in vaso o in giardino come bellissima pianta ornamentale. I fiori, che emanano un odore molto delicato, sono la parte della pianta più utilizzata in fitoterapia e vengono raccolti appena schiusi; della pianta si possono usare anche i rizomi, raccolti invece nei mesi autunnali.
Il nome arnica deriva probabilmente dal greco arnakis ovvero “pelle di agnello”, riferendosi alle foglie della pianta che sono ricoperte da una leggera lanugine.

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