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Uva Ursina Foglie - Infezioni Urinarie

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Marca: ZenStore
Codice articolo: 0371
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Le foglie di uva ursina sono note per la loro azione antisettica, antinfiammatoria ed antimicrobica sulle infezioni e le infiammazioni delle vie urinarie. Vengono impiegate sotto forma di decotto o infuso per il trattamento di cistite sia acuta che recidivante ed uretrite, in quanto capaci di alleviare i sintomi come bruciore e minzione frequente.

Inci: uva ursina foglie
Costituenti chimici: Glucosidi idrochinonici (tra cui arbutina), Flavonoidi ,Tannini, Glicosidi iridoidi (monotropeina), Terpenoidi (alfa- e beta-amirina, acido ursolico e uveolo).
Nome famiglia: Ericaceae

Parte utilizzata: Foglie in taglio tisana


Conservazione: conservare in un luogo asciutto e fresco, mantenendo la confezione ben chiusa. Riporre lontano da fonti di luce, calore ed umidità.

Utilizzo in breve: utilizzare le foglie essiccate per la preparazione di tisane, decotti e macerati da assumere giornalmente in presenza di infezioni ed infiammazioni alle vie urinarie (cistite acuta o recidivante, uretrite) sin dalla comparsa dei primi sintomi.

Proprietà in breve: disinfettante, antisettica, antinfiammatoria, antimicrobica, diuretica ed astringente in presenza di infezioni urogenitali quali cistite ed uretrite. Allevia i sintomi dell’infezione come bruciore e minzione urgente, agisce contro diversi ceppi di batteri ed accelera la guarigione.

Controindicazioni in breve: Non usare in gravidanza o allattamento e nei bambini di età inferiore ai 12 anni. Non assumere in caso di patologie renali o insufficienza epatica.

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Le foglie di uva ursina essiccate sono ricavate dalla pianta Arctostaphylos uva ursi, un’erba officinale notoriamente impiegata come efficace antisettico delle vie urinarie.
Le foglie sono difatti la parte della pianta maggiormente utilizzata in fitoterapia in virtù del loro alto contenuto di principi attivi tra cui tannini, flavonoidi, triterpeni ed arbutina, sostanze dall’azione lenitiva, antisettica e antinfiammatoria, capaci di agire sulle infiammazioni e le infezioni urinarie come cistite ed uretrite.
In particolare, il principio attivo che determina l’azione antibatterica e disinfettante è l’arbutina che a contatto con le urine si scinde in glucosio e idrochinone; quest’ultimo composto ha una spiccata azione antibatterica, soprattutto su alcuni ceppi di batteri responsabili delle infezioni alle vie urinarie come Staphylococcus aureus, Proteus vulgaris ed Escherichia Coli.
Grazie a queste caratteristiche, le foglie di uva ursina consumate sotto forma di infuso o decotto, permettono di trattare le infezioni urogenitali, della vescica (cistite sia acuta che recidivante) e della zona uretrale già dai primi sintomi che di solito si manifestano attraverso uno stimolo persistente ed urgente ad urinare, accompagnato da bruciori durante la minzione.

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L’uva ursina, come detto, è un eccellente rimedio fitoterapico per trattare le infezioni a carico del sistema urogenitale, sul quale svolge un’azione disinfettante, antisettica, antiflogistica ed astringente.
È infatti capace di sfiammare e lenire le mucose doloranti e di proteggere la parete vescicale inibendo l’aderenza dei microbi all’epitelio; allo stesso tempo esercita un’apprezzata funzione astringente in quanto va a contrastare la produzione di muco da parte dei tessuti infiammati, trattando così eventuale diarrea che spesso si manifesta in caso di cistite.
Grazie al suo fitocomplesso, ma soprattutto all’arbutina, l’assunzione di uva ursina permette di trattare sia l’infezione che l’infiammazione urinaria, determinando sin dal principio un’attenuazione dei sintomi tra cui lo stimolo di urinare frequentemente.
L’arbutina, un glicoside a struttura isochinolinica di cui le foglie di uva ursina sono ricchissime, libera nelle urine l’idrochinone un composto altamente antibatterico che è risultato maggiormente efficace in presenza di urine con pH alcalino; ecco perché alcuni professionisti consigliano di alcalinizzare artificialmente le urine durante l’assunzione di preparati a base di uva ursina, utilizzando del bicarbonato di sodio (una pratica che non ha al momento evidenze scientifiche).
La presenza di idrochinone, associato agli eterosidi fenolici contenuti nelle foglie, garantisce quindi un’azione antibatterica nei confronti dei batteri più comuni causa di infezioni urinarie come stafilococchi ed Escherichia Coli; mentre i flavonoidi e l’acido ursolico, insieme all’arbutina, espletano una funzione antinfiammatoria e diuretica, molto utile nelle infezioni allo stato avanzato caratterizzate da forte bruciore.
Decotti ed infusi a base di uva ursina risultano pertanto efficaci nella prevenzione e nel trattamento di uretrite, colobacillosi (infezione causata da E.Coli), cistite acuta, cronica e recidivante; inoltre tali composti potrebbero essere impiegati anche nel trattamento dell’ipertrofia prostatica e nelle cistiti da catetere, che colpiscono maggiormente le persone in età avanzata.
In tutti questi casi si consiglia un utilizzo interno della pianta, da somministrarsi più volte al giorno per un periodo continuativo di massimo 10 giorni.

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Le foglie essiccate di uva ursina vengono utilizzate per la realizzazione di infusi o decotti, ma sono ideali anche per preparare dei macerati a freddo, utili soprattutto nei soggetti con maggiore sensibilità gastrica.

Infuso di uva ursina
Per realizzare un infuso è sufficiente far bollire un litro di acqua; aggiungere 20 gr di foglie secche e lasciare in infusione per qualche minuto. Filtrare e consumarne 3-4 tazze al giorno.

Decotto di uva ursina
Il decotto di uva ursina consente di rilasciare maggiori principi attivi, in quanto l’arbutina si disperde meglio durante l’ebollizione; questa preparazione restituisce una bevanda dal gusto più amaro, per cui si potrebbe ricorrere ad un dolcificante.
Per un decotto da preparare al momento dell’assunzione, è necessario versare 2-3 gr di foglie (1 cucchiaino) in 150 ml di acqua fredda; portare ad ebollizione e lasciare bollire per circa 15 minuti. Al termine filtrare e consumare 3-4 tazze al giorno.

Macerato a freddo
Questa preparazione è indicata soprattutto nei soggetti gastrosensibili, in quanto determina un minore rilascio di tannini. Si prepara versando un cucchiaio di foglie secche in 500 ml di acqua, lasciandole macerare dalle 6 alle 12 ore. Al termine basta filtrare e consumare a freddo. Volendo è possibile aumentare le dosi in modo da preparare quantità maggiori di bevanda da conservare in frigorifero (massimo per 3 giorni) e consumare in più giorni.

L’assunzione di uva ursina non va protratta per tempi prolungati; in genere si consiglia di non superare i 10 giorni consecutivi e di non effettuare il trattamento per più di 5 volte durante l’anno. Durante il periodo di assunzione è inoltre raccomandato aumentare l’introito di acqua ad almeno 2 litri al giorno in modo da favorire il lavaggio delle vie urinarie.
Si consiglia inoltre di consumare verdura o frutta alcalina o di aggiungere del bicarbonato di sodio alla propria alimentazione.
I preparati a base di uva ursina, determinano un temporaneo scurimento delle urine, che potrebbero assumere una colorazione verde scuro/bruno.

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Per disinfettare le vie urinarie anche in caso di cistite può essere utile preparare la seguente miscela:

  • 40 g di uva ursina (foglie)
  • 30g di verga d’oro (sommità fiorite)
  • 30 g d Orthosiphon (foglie e sommità)

Mescolare le erbe ed utilizzarne un cucchiaio in infusione in una tazza di acqua bollente. Lasciare riposare per 15 minuti circa ed infine filtrare. Bere 2-3 tazze al giorno.

Un altro infuso utile in caso di minzione dolorosa e cistite si prepara mescolando:

Prelevare 15 g di miscela e lasciare in infusione per 15 minuti in una tazza di acqua fredda. Bollire poi il composto e lasciarlo riposare per altri 30minuti; infine filtrare e consumare 3-4 tazze al dì.

L’uva ursina è spesso presente nei preparati fitoterapici associata ad altre erbe che ne potenziano l’efficacia sulle infezioni alle vie urinarie come il mirtillo rosso o le foglie di ribes nero.
Può inoltre essere associata a piante dalla funzione diuretica come equiseto, gramigna o tarassaco, o ancora ad erbe antinfiammatorie ed antispasmodiche quali la camomilla.

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L’assunzione interna di uva ursina è controindicata nei soggetti con patologie renali, insufficienza epatica, disturbi della digestione o con pH urinario acido.
È inoltre da evitare nelle donne in gravidanza ed allattamento e nei bambini di età inferiore ai 12 anni. Non consumare in caso di ipersensibilità o allergia ad uno o più componenti; in particolare il consumo di uva ursina è controindicato in caso di allergia all’acido acetilsalicilico (aspirina).
Se si assumo farmaci che acidificano le urine, l’azione disinfettante dell’uva ursina può essere notevolmente ridotta.
L’alto contenuto di tannini potrebbe causare effetti collaterali come nausea, vomito ed irritazione a livello gastrico. Si consiglia di rispettare i dosaggi raccomandati per evitare infiammazioni della vescica e delle mucose del tratto urinario.

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L’origine e la storia dell’uva ursina non sono del tutto conosciute. Sembrerebbe che la pianta fu importata dall’Asia e successivamente scoperta nel 1763 dal botanico francese Michel Adanson che gli attribuì il nome Arctostaphylos. Il termine deriva dalle parole greche “actòs” ovvero orso e “staphylos” cioè uva, ad indicare la credenza popolare secondo cui gli orsi siano molto ghiotti delle sue bacche.
L’anno successivo alla sua scoperta cominciarono i primi studi scientifici sulle sue potenziali proprietà medicinali da parte del farmacologo Girardi che ne evidenziò la capacità di dissolvere i calcoli renali.
Alcune testimonianze riferiscono che le foglie della pianta venivano utilizzate come rimedio emetico dai navajo e nella preparazione di miscele usate per fumigazioni, incenso sacro e a scopo medicinale.

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L’Arctostaphylos uva ursi è una arbusto molto diffuso nelle regioni del Nord America, in Asia ed Europa dove è possibile trovarlo anche in Italia, soprattutto su Appennini ed Alpi.
La pianta è caratterizzata da lunghi rami striscianti e può raggiungere un’altezza di circa 30 cm; i fusti sono sottili, ricoperti da una corteccia rossastra mentre le foglie presentano una colorazione verde scuro che tende a diventare bronzo/rossastra nei periodi invernali.
Durante la primavera la pianta si ricopre di piccoli fiori a campanula di colore bianco rosato, mentre in estate fanno capolino piccole bacche tondeggianti dal colore rosso intenso, con molti semi al loro interno. Si tratta di drupe con una polpa farinosa e dal sapore acidulo, che vengono usate generalmente per la preparazione di marmellate.

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