Carciofo Foglie - Tisana/Decotto
Foglie di carciofo essiccate per la preparazione di tisane e decotti, da gustare come bevanda erboristica dal caratteristico sapore amaro.
Costituenti chimici: Cinarina, silimarina, acido clorogenico, flavonoidi (luteolina), tannini, lattoni sesquiterpenici (cinaropicrina), steroli, Sali minerali (tra cui potassio, magnesio, zinco e ferro), vitamine (tra cui vitamina A, B, C, E e K),Acidi organici.
Nome famiglia: Asteracee (Composite)
Conservazione: conservare il prodotto in un ambiente fresco ed asciutto, lontano dall’umidità. Mantenere la confezione ben chiusa o trasferire il contenuto in un barattolo con chiusura ermetica per preservarne le proprietà.
Utilizzo in breve: Usare le foglie da sole o con altre erbe per preparare decotti e tisane.
Proprietà in breve: Proprietà antiossidanti, apprezzate nelle preparazioni erboristiche a base di foglie di carciofo.
Controindicazioni in breve: non assumere in gravidanza ed allattamento o in caso di allergia alla pianta. Consultare un medico in caso di ostruzioni biliari o calcolosi.
Le foglie di carciofo essiccate sono la parte della pianta impiegata in campo erboristico per preparare tisane e decotti. Il carciofo è un ortaggio largamente utilizzato in cucina, di cui si consumano principalmente le infiorescenze non ancora mature e, in misura minore, anche i gambi; nelle preparazioni erboristiche si utilizzano invece le foglie, generalmente scartate nell'uso alimentare. Le foglie di carciofo (Cynara scolymus), dopo la raccolta, vengono lasciate essiccare e poi sminuzzate, così da poter essere impiegate facilmente da sole o in associazione con altre erbe. Contengono cinarina, acido clorogenico e similarina, componenti descritti per le proprietà antiossidanti. La destinazione dichiarata è erboristica: le foglie essiccate e sminuzzate sono adatte alla preparazione di tisane e decotti.
Come bevanda erboristica, le foglie di carciofo si utilizzano per preparare tisane e decotti, da sole o associate a menta e liquirizia. Sono apprezzate nelle miscele per tisana e per le proprietà antiossidanti attribuite ai polifenoli presenti nelle foglie, soprattutto cinarina, insieme a sesquiterpeni e flavonoidi.
Decotto al carciofo Per preparare un decotto, bollire un cucchiaino da caffè di foglie di carciofo essiccate in 200 ml di acqua; lasciare dunque riposare per 5-10 minuti. Filtrare strizzando bene le foglie. Il decotto di carciofo presenta un gusto piuttosto amaro se consumato al naturale; può pertanto essere addolcito con un dolcificante a piacere (miele, stevia, zucchero di cocco ecc.). Se il sapore non è ancora gradito, si possono aggiungere durante la bollitura delle foglioline di menta o di melissa oppure un piccolo pezzetto di radice di liquirizia, che rende la bevanda naturalmente più dolce. La bevanda al carciofo può essere bevuta sia tiepida che fredda. Si consiglia di prepararla fresca ogni volta, al momento del consumo.
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Per favorire le funzionalità del fegato: si prepara una miscela con 20g di foglie di carciofo essiccate, 30g di foglie di ribes nero, 20 g di foglie di tarassaco e 10g di fiori di calendula. Prelevare 15g di questo mix e farlo bollire in una tazza d’acqua per un minuto, spegnere la fiamma e lasciarlo in infusione per 10 minuti. Bere 3 tazze al giorno.
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Per abbassare il colesterolo: preparare una miscela con: 40g di foglie di carciofo, 20g di radici di tarassaco, 10g di foglie di betulla, 20g di foglie di olivo, 10g di bardana. Prelevare 30g di preparato e lasciarlo in infusione in 1 litro di acqua bollente per 10 minuti; dopodiché filtrare e bere 3 tazze al giorno lontano dai pasti.
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Per una tisana digestiva: unire 30 g di foglie di carciofo, 30g di cardo mariano (frutti), 20g di radice di liquirizia in polvere, 10g di scorze di arancia amara, 10 g di foglie di menta. Prelevare 40g di miscela e far bollire in 1 litro di acqua per un paio di minuti. Lasciare poi in infusione per 20 minuti, filtrare e bere 3 tazze al giorno dopo i pasti.
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Per depurare il fegato e favorire una corretta funzionalità epatica il carciofo è spesso associato a tarassaco, cicoria, ortica, boldo, cardo mariano e bardana;
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Per aumentare l’azione depurativa e drenante può essere associato a Bardana, Orthosiphon, liquirizia, equiseto e pilosella;
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Per favorire la digestione: associare il carciofo a liquirizia, menta, semi di anice e semi di finocchio.
Non usare in gravidanza e allattamento. In caso di occlusioni o calcolosi alle vie biliari è consigliato consultare il proprio medico prima dell’assunzione. Non consumare in caso di allergia alla pianta. Data la presenza di inulina, l’utilizzo del carciofo va evitato nei soggetti che soffrono di abbondanti fermentazioni intestinali.
Il carciofo è stato a lungo utilizzato come diuretico nella medicina tradizionale, che ne ha da sempre apprezzato le sue capacità epatoprotettive in grado di migliorare la funzionalità epatica. Il suo consumo veniva prescritto nel trattamento delle malattie croniche della cistifellea e del fegato, in caso di epatite, diabete, ittero ed arteriosclerosi.
Sia i Romani che i Greci, usavano la pianta come prezioso rimedio digestivo, anche se il suo consumo era destinato in principio solo alle classi reali e ai ricchi mentre in tutta Europa era diffusa la credenza che l’ortaggio avesse proprietà afrodisiache seppure tali effetti non sono mai stati scientificamente provati.
Nei primi anni del ‘900, alcuni scienziati francesi studiarono i possibili usi medicinali della pianta, fin quando qualche anno dopo gli scienziati italiani isolarono un composto presente nelle foglie, la cinarina e ne analizzarono i benefici. Tale sostanza fu largamente utilizzata tra gli anni ’50 ed ’80 come farmaco per trattare il colesterolo alto e stimolare le funzioni del fegato, fino a quando fu sostituita dall’impiego di altri farmaci.
Curiosità:
- Il nome Cynara deriva probabilmente dalla parola greca cinere che evidenzia l’abitudine di concimare la pianta di carciofo con la cenere mentre il termine Scolymus in greco è tradotto come “appuntito”, forse ad indicare le foglie tipicamente dentate.
- Una credenza mitologica narra che in principio il carciofo fosse una donna, la ninfa Cynara nota per i suoi capelli color cenere e gli occhi di colore verde/viola. Quando la ninfa rifiutò la corte di Zeus, questi la trasformò in un carciofo verde e spinoso, che rifletteva il carattere pungente della donna.
Il carciofo (Cynara scolymus) è una pianta perenne tipica del Mediterraneo probabilmente derivata dal cardo selvatico. È caratterizzata da un rizoma sotterraneo molto grande da cui si sviluppano fusti eretti che presentano grandi foglie alternate di colore verde, più chiaro nella parte inferiore dove si evidenziano peli sottilissimi e lunghi.
Dopo la fioritura il fusto si allunga ramificandosi evidenziando le infiorescenze a capolino; il capolino è composto da una parte basale carnosa (ricettacolo) sulla quale sono inseriti i fiori e le brattee ovvero le foglie carnose che li avvolgono e che formano il cosiddetto “cuore del carciofo”.
Seppure il carciofo presenti un odore pressoché neutro, il suo sapore è piuttosto amaro a causa del contenuto di cinarina.
1.Uno studio condotto su 143 adulti con colesterolo alto, ha dimostrato come l’assunzione giornaliera di estratto di foglie di carciofo per sei settimane, ha determinato una diminuzione del 18,5% del colesterolo totale e del 22,9% del colesterolo LDL (Fonte PuBMed - PMID: 10758778).
foglie di carciofo essiccate
