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Bacche di Ginepro intere 1° scelta - Tisana

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(8 recensioni)
Marca: ZenStore
Codice articolo: A0364
Prezzo consigliato: EUR 6,99
Disponibilità: solo 38
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Dal gusto pungente ed aromatico, le bacche di ginepro sono ottime per insaporire piatti di carne, marinature e salse. In fitoterapia si usano come infuso o tintura per favorire la digestione, contrastare le affezioni alle vie respiratorie ed urinarie, gotta e disturbi reumatici.

Inci: Bacche di ginepro
Allergeni: Il prodotto è conservato in uno stabilimento in cui sono utilizzati cereali, frutta a guscio, sedano, senape, sesamo, soia, lupino e zolfo
Costituenti chimici: olio essenziale (costituito da pinene, mircene, sabinene, candinene, terpinene-4-olo), diterpeni, tannini, flavonoidi, resine, monosaccaridi.
Nome famiglia: Pinaceae

Conservazione: Conservare in un luogo asciutto e fresco, al riparo da fonti di luce e calore.

Utilizzo in breve: usare intere o schiacciate per aromatizzare carne, pesce, verdure, marinature, salse, cibi in salamoia ecc. Utilizzare sotto forma di infuso digestivo e carminativo o per la realizzazione di vini, liquori o preparati di bellezza.

Proprietà in breve: tonico digestivo, espettorante, carminativo, stomachico; favorisce la digestione e la peristalsi, libera le vie respiratorie, contrasta le infezioni alle vie urinarie ed i dolori di tipo reumatico. In cucina ha proprietà aromatizzanti.

Controindicazioni in breve: non eccedere con le dosi. Si consiglia di non consumare in gravidanza o allattamento e in presenza di insufficienza renale o patologie gastro intestinali.

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Le bacche di ginepro sono i frutti (più precisamente i galbuli) della pianta Juniperus communis, dall’aspetto simile ai mirtilli e dal gusto intenso ed aromatico.
Le bacche, piuttosto carnose, possono essere consumate sia fresche che essiccate, e trovano largo impiego in cucina dove vengono usate come spezia aromatica per insaporire molti tipi di pietanze, soprattutto carni.
Si tratta inoltre di preziosi frutti dalla quale si estrae un olio essenziale, usati anche in ambito fitoterapico per il trattamento di una serie di disturbi che riguardano principalmente l’apparato digerente e respiratorio.
Le bacche di ginepro sono infatti un concentrato di principi attivi quali resine, gineprina, pectine, tannini, flavonoidi, diterpeni e zuccheri ma soprattutto di un olio essenziale ricco di pinene, terpeni, mircene e sabinene.
Questo fitocomplesso rende le bacche un rimedio fitoterapico contro molti disturbi come nausea, mancanza di appetito, bruciore di stomaco e gonfiore ma anche affezioni alle vie respiratorie (tosse e mal di gola) e all’apparato urinario come cistiti e calcoli renali, nonché disturbi di natura muscolare e reumatologica.
Il loro utilizzo in cucina è invece apprezzato soprattutto per il profumo ed il gusto aromatico capace di esaltare i sapori di carne e pesce, arrosti, marinature, salse e condimenti dal sapore intenso. Le bacche vengono inoltre usate in liquoreria per la produzione di bevande alcoliche ed aromatiche, o nella realizzazione di caramelle digestive e tinture alcoliche.

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Le bacche di ginepro sono da secoli utilizzate in ambito fitoterapico per la loro capacità diuretica, antisettica, carminativa e stomachica, ma anche per le virtù espettoranti e rubefacenti.
La capacità diuretica le rende un ottimo rimedio per contrastare le infezioni alle vie urinarie e per aumentare la diuresi in caso di reumatismi, gotta e dolori dovuti all’artrite. Sono inoltre ottimi alleati dall’apparato gastrointestinale grazie all’azione carminativa, in grado di ridurre i gonfiori, stimolare la secrezione dei succhi gastrici ed agevolare i processi digestivi. Il loro consumo, soprattutto sono forma di infuso, è utile per inibire le fermentazioni intestinali, stimolare l’appetito in caso di inappetenza e favorire la peristalsi.
Si tratta anche di un prezioso aiuto in caso di affezioni alle vie respiratorie in quanto ottimo calmante della tosse e del mal di gola ed espettorante in caso di catarro nei bronchi.
Per uso esterno, il ginepro è indicato in presenza di dolori reumatici, irritazioni cutanee, cattiva circolazione, problemi di acne ed eczemi; è inoltre un valido disinfettante e antisettico in caso di piaghe e ferite, di cui accelera la cicatrizzazione.
La maggior parte di questi benefici si ottengono con l’assunzione di infusi e tisane a base di bacche di ginepro; il loro consumo è indicato soprattutto a fine pasto, per stimolare la digestione e contrastare i sintomi quali mal di stomaco, sonnolenza e mal di testa, dovuti ad una digestione lenta e difficoltosa.
Un infuso a base di ginepro è inoltre utile per liberare le vie respiratorie, lenire tosse, asma, bronchite e mal di gola ma anche contrastare le infezioni urinarie ed accelerale la guarigione da influenza e raffreddore.

In cucina
Le bacche di ginepro soprattutto se essiccate, sono ottime per il gusto speziato e pungente con lievi note di pino, perfette per aromatizzare piatti di carne.
Dopo averle schiacciate, in modo da rilasciare tutto l’aroma, possono essere usate per realizzare marinature, condimenti e salse di accompagnamento per carne di maiale o selvaggina, per il pesce o per i piatti di verdure come i crauti, o ancora per affumicare i salumi. Possono inoltre essere aggiunte a zuppe, arrosti, stufati, cibi in salamoia, giardiniere di verdure o confetture.
Sono inoltre ottime per la preparazione del gin o di altri liquori.

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Le bacche di ginepro possono essere utilizzate sia intere che schiacciate con un mortaio oppure polverizzate in modo da rilasciare perfettamente tutto il loro gusto. Visto il sapore forte, si consiglia di non utilizzarne più di 6-7 all’interno di marinature e condimenti. Inoltre dato che l’olio essenziale è ricco di terpeni, si consiglia di non abusarne con il consumo in quanto potrebbero causare irritazioni ai reni.

Infuso di bacche di ginepro: Per realizzare un infuso digestivo, fluidificante e sgonfiante basta mettere in infusione un cucchiaio di bacche schiacciate in 250-300 ml di acqua bollente per circa 10 minuti. Filtrare e bere 2-3 tazze il giorno.

Tintura: in questo caso si lasciano macerare in 80g di alcool a 75°, circa 20 g di bacche schiacciate. Dopo 10 giorni filtrare il liquido in una bottiglie di vetro scuro. Assumere 25-30 gocce 2-3 volte al giorno disciolte in acqua.

Per favorire la digestione: oltre all’infuso da bere dopo i pasti si possono masticare e poi deglutire 3-4 bacche essiccate.

Nelle affezioni alle vie respiratorie: in presenza di tosse, mal di gola, asma, catarro e bronchite, assumere 3 tazze di infuso al giorno oppure 25 gocce di tintura disciolte in poca acqua.

Vino di ginepro: questa preparazione è un ottimo tonico, digestivo e diuretico, adatto anche in caso di gotta, reumatismi ed inappetenza. Si prepara mettendo a macerare 15g di bacche schiacciate e la scorza di 1 limone (solo la parte gialla) in un litro di vino bianco secco ad alta gradazione alcolica per 15 giorni. Al termine filtrare e conservare in una bottiglia. Consumare 2 bicchierini al giorno.

Usi cosmetici
Le bacche di ginepro sono ottime anche per preparare bagni tonificanti, oleoliti e tonici, nonché profumatori aromatici per ambienti.

Bagno tonificante: per realizzare un bagno balsamico, tonificante e purificante, ideale anche in caso di reumatismi si prepara un infuso con 30 g di bacche in un litro di acqua, lasciando in infusione per 10 minuti. Filtrare e versare il liquido nell’acqua calda della vasca da bagno.

Deodorante per ambiente: in questo caso basta riporre circa 40 g di bacche (associate anche alle foglie secche della pianta) in una ciotolina e bruciarle in modo da produrre un fumo aromatico. Qualche bacca può inoltre essere aggiunta alla composizione di pot-pourri.

Oleolito di ginepro: questa preparazione è ottima da usare per massaggi rilassanti in caso di dolore a muscoli ed articolazioni o contro le gambe gonfie e pesanti, oppure da aggiungere a preparazioni cosmetiche anticellulite o contro la pelle grassa ed acneica. Si realizza facendo macerare 40 g di bacche pestate in 100 g di olio vegetale (di oliva, girasole, mandorle dolci ecc) per circa 30 giorni, lasciandolo in un luogo buio. Al termine filtrare con un colino ed una garza e conservare in una bottiglia di vetro scuro.

Tonico per la pelle: in caso di pelle impura o affetta da acne si prepara un tonico facendo bollire 20 bacche in una tazza di acqua; filtrare ed usare il tonico sulla pelle pulita, picchiettandolo con un batuffolo di cotone.

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Essendo ricche di olio essenziale ad alto contenuto di terpeni, si sconsiglia il consumo di bacche in dosi eccessive in quanto altamente irritanti sull’apparato urinario e renale.
Preparati, vini e liquori a base di bacche di ginepro non vanno assunti per più di 5-6 giorni consecutivi.
Evitare il consumo in caso di insufficienza o infiammazioni renali, gastrite, ulcera peptica o patologie gastro intestinali, dovute principalmente ad infiammazioni e irritazioni.
Il consumo è sconsigliato anche nei soggetti che assumono farmaci diuretici e alle donne in gravidanza o allattamento. Non consumare in caso di allergia alla pianta o verso uno o più componenti.
Per uso esterno, si raccomanda di non usare medicamenti a base di ginepro su ferite di grande entità. Gli effetti collaterali si verificano generalmente se si assumono dosi elevate di prodotto.

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L’utilizzo del ginepro è molto antico e alcune testimonianze raccontano che era apprezzato sin dai tempi dei Romani, tanto che Marco Gavio Apicio, gastronomo e cuoco romano, lo classificava come una delle spezie indispensabili per un cuoco nonché come ottimo sostituto del pepe.
Durante il medioevo, la pianta di ginepro era molto apprezzata per il suo aroma ed usata per il gusto intenso che dava alla carne cotta allo spiedo; venne per questo largamente impiegata per insaporire le ricette con selvaggina mentre il suo legno era usato per affumicare la carne alla griglia e allo spiedo, grazie all’aroma resinoso.
Alcune credenze popolari ritenevano che gli aghi di ginepro potessero tenere lontane le streghe, tanto che i suoi rami venivano appesi all’ingresso di case e stalle.
Sempre i rami venivano bruciati quando in casa c’era un malato in quanto si pensava che il fumo aromatico e balsamico potesse avere effetti medicamentosi.
L’abate Kneipp suggeriva di avvolgere il malato d’influenza in una coperta riscaldata con i vapori di una pentola in cui si facevano bollire bacche e rami di ginepro; questo rimedio è tutt’ora conosciuto un fitoterapia come “mantello di Kneipp”.

Curiosità:

  • Il termine Juniperus deriva probabilmente dal celtico “juniprus” ovvero ruvido/aspro, riferendosi al sapore pungente del frutto e delle foglie
  • Con il legno di ginepro in passato si realizzavano i bastoni per girare la polenta ed altri utensili da cucina.

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Il Juniperus communis è un arbusto molto diffuso in tutta Europa, in Asia e nell’America del Nord, dove cresce spontaneamente fino a 1500 metri di altezza, nei boschi, nei pascoli e nei luoghi incolti.
La pianta può raggiungere un’altezza variabile da 1 a 6 metri ed è caratterizzata da foglie aghiformi e pungenti, con fiori piccoli di colore verde. La droga è rappresentata da piccoli galbuli (chiamati comunemente frutti) del diametro di 6-8 mm, di colore verde, che giunti a maturazione assumono una tonalità bluastra ed un sapore molto aromatico. Ogni bacca contiene tre semi triangolari immersi in una polpa verdastra. Le bacche raggiungono la piena maturazione dopo 3 anni, vengono quindi raccolte e fatte essiccare.

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