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Radice di Liquirizia Biologica in Bastoncini

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Codice articolo: 0383
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Bastoncini di radice di liquirizia bio, da masticare o da usare per infusi digestivi ed espettoranti. La liquirizia aiuta la digestione, allevia la tosse e favorisce l’eliminazione del catarro. Ottima per chi soffre di pressione bassa. Non adatta ai soggetti ipertesi.

Inci: Glycyrrhiza glabra root - da agricoltura biologica
Costituenti chimici: saponine triterpeniche (glicirrizina), flavonoidi (tra cui liquiritina e isoliquiritina), glucidi, fitosteroli, tannini, cumarine, acidi benzoici, Sali minerali (tra cui potassio, calcio e ferro), vitamine (soprattutto del gruppo B), resine.
Nome famiglia: Leguminosae

Conservazione: conservare il prodotto in un luogo fresco, al riparo da fonti di luce e calore.

Utilizzo in breve: masticare i bastoncini o utilizzarli per la preparazione di decotti ed infusi

Proprietà in breve: espettoranti, digestive, antinfiammatorie, emollienti, antiulcere, antispasmodiche, rinfrescanti. Utile in caso di cattiva digestione, bruciore di stomaco, ulcera, tosse, catarro e mal di gola. Ottimi per profumare l’alito e contrastare i cali di pressione.

Controindicazioni in breve: non consumare in caso di allergia alla famiglia delle leguminose. I soggetti che soffrono di diabete o di pressione alta, dovrebbero consumare la liquirizia con moderazione. Sconsigliata in gravidanza e allattamento o se si assumono alcuni tipi di farmaci. Può causare ritenzione idrica.

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I bastoncini di radice di liquirizia Bio vengono ricavati dalla Glycyrrhiza glabra, una pianta originaria dell'Asia occidentale e dell'Europa meridionale ed usata a lungo sia a scopi alimentari che terapeutici.
La liquirizia infatti presenta un gusto molto dolce ed aromatico e per questo impiegata sia nella composizione di bevande, caramelle, succhi e sciroppi che a scopo medicinale, grazie alle sue numerose proprietà terapeutiche.
In particolare nei testi di Medicina Tradizionale Cinese, si suggerisce l’uso delle radici nei trattamenti delle affezioni alle vie respiratorie come tosse e bronchite ma anche nei disturbi epatici e persino nelle intossicazioni alimentari.
I suoi benefici sono dovuti principalmente ai suoi numerosi composti vegetali tra cui spicca la glicirrizina ovvero il principio attivo più noto e benefico dell’intera pianta. Si tratta di un glucoside che conferisce alla radice il suo caratteristico gusto dolce e che ha dimostrato di avere proprietà antinfiammatorie, antiossidanti ed antimicrobiche. Sebbene si tratta di un principio attivo dalle numerose proprietà, è anche responsabile degli effetti negativi della liquirizia; per questo motivo in commercio si possono reperire preparati a base di liquirizia deglicirrizinata, ovvero privata di questo componente.
La radice di liquirizia è anche ricca di vitamine del gruppo B (tra cui riboflavina, niacina e tiamina), beta-carotene, vitamina E, Sali minerali (come magnesio, potassio, calcio, ferro, selenio, silicio, zinco e fosforo), timolo, quercetina e glabridina che gli attribuiscono diverse proprietà medicinali.
La sinergia di tali sostanze, rende infatti la liquirizia una radice dalle proprietà espettoranti, emollienti, calmanti, antiulcera, antispasmodiche ed antinfiammatorie e per questo che il suo utilizzo è indicato nel trattamento delle affezioni alle vie respiratorie nonché in caso di gastrite, disturbi digestivi (dispepsia), ulcere e reflusso. Presenta inoltre capacità lassative e contribuisce ad alzare la pressione nei soggetti che soffrono di ipotensione (pressione bassa).
I bastoncini di radice di liquirizia sono la forma più naturale per consumarla in quanto si presentano allo stato puro e senza l’aggiunta di zuccheri, edulcoranti e additivi in modo da sfruttare al massimo tutte le sue proprietà.

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I bastoncini di radice di liquirizia sono ottimi da masticare come snack spezza fame, ma permettono di sfruttare allo stesso tempo tutte le proprietà di questa radice che agisce soprattutto a livello gastrico e sull’apparato respiratorio.

In particolare il loro consumo si è rivelato utile in caso di:
Pressione Bassa: masticare dei bastoncini di liquirizia o assumere un infuso, aiuta ad alzare la pressione in quanto la pianta agisce come vasocostrittore. Questo effetto è dato dalla glicirrizina che aumenta i livelli di sodio e cloro nel sangue, abbassando allo stesso tempo il potassio e causando un innalzamento di aldosterone, ovvero dell’ormone deputato alla regolazione dei livelli pressori. Il suo consumo è per questo indicato quando si hanno cali di pressione, ad esempio dovuti al calore; bisogna però tener conto che questo meccanismo provoca ritenzione idrica.

Ulcere e gastriti: la glicirrizina è in grado di stimolare la produzione di muco, ovvero la sostanza che riveste e protegge le pareti gastriche, svolgendo anche una funzione cicatrizzante, per questo la liquirizia è indicata in caso di ulcera duodenale e gastrite. Inoltre i flavonidi contenuti nella radice, come glabrene e glabrina son in grado di inibire la proliferazione di alcuni batteri, responsabili dell’ulcera.

Tosse e bronchite: le proprietà espettoranti e balsamiche della liquirizia erano note già dai tempi dei Greci che la utilizzavano come rimedio per le affezioni alle vie respiratorie. La radice infatti favorisce l’eliminazione del catarro dai bronchi e per questo utile in caso di tosse e bronchite; aiuta inoltre a ridurre i fastidi alla gola soprattutto se assunta sotto forma di decotto.

Acidità di stomaco e reflusso: grazie all’azione emolliente, digestiva e antinfiammatoria, la radice di liquirizia può essere un valido supporto per chi soffre di reflusso gastroesofageo e bruciori allo stomaco, in quanto capace di proteggere le muscose gastrointestinali. La ricchezza di flavonoidi la rende ideale anche in presenza di spasmi in quanto questi composti aiutano a rilassare la muscolatura liscia, favorendo un senso di sollievo. Per usufruire di questi benefici si assume generalmente la liquirizia sotto forma di decotto o si mastica un bastoncino per un’azione immediata.

Cattiva digestione:la liquirizia è nota anche per i suoi effetti digestivi e per questo spesso consumata dopo un pasto abbondante, da sola o in sinergia con erbe dalle proprietà analoghe come il finocchio. Utile quindi per contrastare la dispepsia ed i sintomi annessi, dolori allo stomaco, nausea e pesantezza.

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I bastoncini di liquirizia essiccati possono essere usati interi semplicemente masticandoli per 5-15 minuti. In questo modo si possono contrastare i cali di pressione, placare la tosse ed il mal di gola, placare le infiammazioni gengivali e profumare l’alito.
Fatti a pezzetti o sminuzzati, sono utili per preparare infusi e decotti digestivi, espettoranti e fluidificanti, da soli o associati ad altre erbe funzionali.

Decotto
In caso di mal di gola, tosse grassa, accumulo di muco a livello bronchiale, cattiva digestione ed ulcera, si prepara un decotto versando un cucchiaio di radice di liquirizia in una tazza di acqua. Portare ad ebollizione e lasciare cuocere per 5 minuti; al termine spegnere la fiamma e tenere in infusione per 10 minuti. Filtrare e consumare 2-3 tazze al giorno. L’assunzione di tale infuso è sconsigliata a chi soffre di pressione alta e alle donne in gravidanza o allattamento (vedi sezione controindicazioni)

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La radice di liquirizia può essere usata in associazione con altre erbe all’interno di tisane e decotti:

  • Contro ulcere, bruciori di stomaco e cattiva digestione: può essere utile miscelarla con erbe rinfrescanti, digestive e lenitive come foglie di menta piperita, camomilla, finocchio e malva
  • Per un’azione lassativa : si abbina a piante ricche di principi antrachinonici come la senna
  • Come espettorante: associarla ad eucalipto e timo.

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Il consumo di liquirizia è sconsigliato ai soggetti allergici alla famiglia delle leguminose.
Chi soffre di ipertensione, edemi e diabete deve farne un uso molto moderato e non prolungato in quanto un abuso di glicirrizina può portare uno scompenso di Sali minerali nel corpo causando ritenzione idrica ed aumento della pressione, nonché gonfiori a caviglie e viso e mal di testa.
Si sconsiglia l’uso anche a chi soffre di disturbi mestruali o diarrea (a causa del potenziale effetto lassativo) o a chi assume altri lassativi, diuretici, contraccettivi orali, insulina, FANS e cortisonici in quanto ne può ridurre l’assimilazione. Sconsigliata anche in caso di grave insufficienza renale ed epatica.
La liquirizia ed i suoi estratti è controindicata anche in gravidanza ed allattamento in quanto alcuni studi hanno appurato che il suo consumo può indurre aborto spontaneo o parto prematuro, causando danni a lungo termine sullo sviluppo del feto.

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Secondo alcune testimonianze, l’utilizzo della liquirizia come alimento era diffuso già in Mesopotamia anche se furono gli antichi egizi e risaltarne maggiormente il consumo e le proprietà.
Le classi nobiliari consumavano rametti di liquirizia come alimento tonificante e rinfrescante, usandoli inoltre per la composizione di composti medicinali; alcuni pezzi di radice sono stati reperiti anche nella tomba di Tutankhamon, dimostrando l’importanza attribuita a questa pianta.
I Greci la utilizzavano principalmente a scopo medicinale, mentre nel primo erbario cinese (risalente ad oltre 5000 anni fa) veniva indicata come rimedio per i disturbi del fegato, tosse e intossicazioni alimentari. La pianta arrivò in Europa grazie ai Domenicani che girando il mondo per diffondere la loro fede vennero a conoscenza delle sue virtù terapeutiche.
Gli sciiti invece la utilizzavano soprattutto per le sue proprietà rinfrescanti e dissetanti, tanto che nei loro lunghi viaggi nel deserto si cibavano solo di liquirizia e formaggio di capra.

Curiosità:

  • Il termine liquirizia deriva dal latino liquor ovvero succo, e dalle parole greche glykys (dolce) e rhiza (radice);
  • In Italia si coltiva la qualità di liquirizia più apprezzata al mondo e con la minor quantità di glicirrizina, la nota liquirizia di Calabria, conosciuta per il suo gusto più dolce, profumato ed aromatico.

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La Glycyrrhiza glabra è una pianta erbacea perenne, originaria dell'Asia sudoccidentale e delle regioni mediterranee, appartenente alla famiglia delle Leguminose, la stessa di fagioli, piselli, fave, ceci e lenticchie.
La pianta può raggiungere circa un metro di altezza e per le sue ridotte dimensioni è adatta anche alla coltivazione in vaso; è caratterizzata da foglie appuntite e vischiose al tatto, data la presenza di piccoli peli ricchi di olio essenziale nella parte inferiore. Sfregando le foglie tra le mani queste rilasciano infatti un odore molto aromatico e piacevole.
I fiori sono raccolti in spighe e di colore bianco o azzurrino, simili a quelli dei piselli; a maturazione danno origine a piccoli baccelli ognuno dei quali contiene circa tre semi.
La pianta presenta un grosso rizoma da cui si sviluppano le radici che possono raggiungere i due metri di lunghezza e che rappresentano la parte più utilizzata nell’industria alimentare e medicinale. Le radici vengono raccolte quando la pianta raggiunge i 3-4 anni di età, pulite e fatte essiccare per poi essere consumate intere, sminuzzate o polverizzate.

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